Tra il pizzo del Diavolo di Tenda -il "Cervino bergamasco"- e l'incantevole pizzo Redorta, dal 1879 il rifugio Brunone offre l'ospitalità delle sue solide mura.


La prima capanna della Brunona risale al 1879, ricavata da una vecchia baita di minatori che lavoravano nelle miniere di ferro, in prossimità del vicino Passo della Scaletta. Fu durante la gita sociale del CAI di Bergamo al Pizzo Redorta, il 29 luglio 1890, che i soci, costretti dal maltempo a ripararsi nella vecchia capanna, si resero conto del suo stato di abbandono e decisero di sostituirla.
Una decisione formalizzata nell’assemblea sociale del febbraio 1894; poche settimane dopo iniziarono i lavori. Completati in 3 mesi, portarono all’inaugurazione del “Rifugio della Brunona”, come venne chiamato all’epoca, il 23 settembre 1894. Il progetto del 1894, dovuto all'Ingegnere Luigi Albani, fa sorgere il rifugio poco più in basso rispetto al capanno dei minatori. In seguito il rifugio venne ristrutturato e dedicato, nel 1968 alla guida alpina Antonio Baroni.
Attualmente il rifugio Brunone è rimasto nella collocazione del 1894, a quota 2297m su una meravigliosa terrazza erbosa, sotto il passo della Scaletta, con una visuale che spazia dalla cima del Pizzo Redorta alla parete orientale del pizzo del Diavolo di Tenda.

Avvisi

Rifugio chiuso!

Marco, Erica, Mauro, Anna, Roberto e Sara vi salutano e vi danno apputamento alla prossima stagione.
Ringraziamo tutti gli aficionados e tutti i nuovi volti, quelli che sono saliti di corsa e quelli che sono saliti imprecando, quelli che sono arrivati devastati e quelli che "alla fine pensavo peggio", quelli che per la prima volta sotto le 2 ore e quelli che sopra le 8, quelli che salgono tutte le settimane e quelli che sono saliti solo una volta e per maledirla, quelli che si sono fermati e quelli che sono solo passati, quelli che ci hanno portato il pane e quelli che "4 panini col salame per piacere".
Ringraziamo davvero tutti perchè, noi lo sappiamo, “Se sei in cerca di angeli o in fuga dai demoni, vai in montagna.” (J. Rasley)

Segui la pagina ufficiale:

facebook
Copyright © Matteo Danelli, Massimiliano Tebaldi